” Favoriamo la formazione di un contesto abitativo e sociale dignitoso. “



Nell’ambito del Social Housing rientrano tutti quegli interventi dal forte valore sociale, che hanno lo scopo di garantire una soluzione abitativa a prezzo contenuto a coloro che non sono così poveri da avere diritto alle case popolari, ma neppure così ricchi da poter accedere al libero mercato. Come famiglie numerose, giovani studenti-lavoratori, giovani coppie, disabili, pensionati a reddito medio-basso.
E’ un fenomeno molto diffuso nel nord Europa, che sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese, soprattutto in questo periodo di crisi generale.
Il Social Housing permette di ottenere risultati di enorme vantaggio proprio abbinato alle moderne tecnologie di costruzione in legno. Un connubio che va sviluppato per garantire una soluzione abitativa anche alle fasce in difficoltà, in quartieri che siano all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica, ma anche
della socialità e della qualità urbana, considerando che il fine ultimo di questi interventi è “favorire la formazione di un contesto abitativo e sociale dignitoso”(secondo la definizione del CECODHAS, il Comitato di coordinamento europeo per il Social Housing).
Alcune delle moderne tecnologie di costruzione in legno impiegate consentono addirittura la collocazione dei siti di produzione nei pressi delle città dove verranno realizzate le opere, in modo da creare forza lavoro locale. Questo modello può quindi essere esportato anche in Paesi in via di Sviluppo. Particolare attenzione deve
però essere rivolta alle tipologie strutturali e a quelle di impianti utilizzati, il tutto finalizzato al risparmio economico ed energetico.
Nelle strutture destinate al Social Housing, oltre alle residenze, devono essere collocati sia gli spazi accessori per le funzioni compatibili, sia spazi comuni da adibire a servizi integrativi per l’abitare, che fungano da centro di aggregazione della comunità, in modo da garantire, come spiegato sopra, quel mix funzionale di fondamentale importanza in questo tipo di interventi.
Il segreto risiede nella flessibilità degli spazi progettati, in maniera tale da risultare adattabili a nuove funzioni ed esigenze, residenziali e non, senza che ciò comprometta l’organicità del disegno complessivo dell’edificio. In questo senso risulta di fondamentale importanza lo studio, in fase progettuale, di “moduli” abitativi aggregabili, così da generare, in base alle esigenze, spazi più o meno ampi.

Villette


La tipologia strutturale scelta per la realizzazione di questo progetto è la struttura a telaio, vantaggiosa per realizzare edifici fino a tre piani fuori terra e composti da pareti che vengono interamente realizzate in fabbrica e assemblate in cantiere. Si riescono pertanto ad ottenere degli involucri prefabbricati al 90%. Le operazioni che rimangono da ultimare in loco sono la pavimentazione e le rifiniture.
L’utilizzo di pannelli modulari consente di ottenere diverse tipologie di residenze singole e/o a schiera, con un notevole risparmio sul costo finale e sul tempo di realizzazione.




Condomini


L’X-Lam, quale tipologia strutturale scelta per realizzare l’intervento, consente di edificare in altezza e raggiungere un elevato numero di piani. Come nel caso del progetto Cenni di Cambiamento, la più grande opera di Social Housing con strutture portanti in legno realizzata in Europa, inaugurata nel quartiere San Siro di Milano lo scorso novembre e comprendente quattro edifici di nove piani, per un totale di 123 appartamenti costruiti in soli 18 mesi.
La progettazione basata sullo studio di un modulo abitativo aggregabile consente di ottenere diverse tipologie di alloggi: mono-bilocale, tri-quadrilocale, alloggi capaci di ospitare fino a 6-8 persone.
Questa scelta progettuale consente di ottimizzare il processo produttivo e costruttivo, con un notevole risparmio sui costi e sui tempi di realizzazione.